L’intera collezione così come fu lasciata alla morte del cavalier d’Errico consisteva in 298 quadri, 3 cartelle contenenti 500 stampe, 9 piatti di porcellana decorati e figurati, 12 quadretti di vetro con figurette di tipo francese, fotografie e mappe, 4.290 volumi antichi.

 

 

Le Stampe

Le 500 stampe, databili dal XVI al XIX secolo, sono molto variegate nei generi,  secondo gli studi di Giulio Manieri Elia più che una raccolta intenzionale potevano costituire uno studio dell'arte o un aggiornamento di gusto per la successiva scelta dei dipinti. Anche le raccolte specialistiche dei disegni si possono considerare alternative al gusto ufficiale, finalizzate non al prestigio personale di Camillo o alla sola fruizione estetica, ma al suo apprendimento e alla conoscenza dei diversi stili e maniere artistiche. Lo dimostrerebbe il fatto che una prima parte fosse di grande pregio rispetto ad altre più recenti: parte erano incorniciate ed esposte in alcune stanze di casa d'Errico, come emerge dalla documentazione inedita, recentemente analizzata anche da Marcella De Filippo.

 

100 di questi preziosi fogli furono eseguiti da incisori italiani, francesi, tedeschi e fiamminghi tra la seconda metà del 1500, fino al 1700: tra i maestri esecutori ci sono Agostino Carracci, Stefano Della Bella, Cornelis Cort, Cherubino Alberti, Antonio Tempesta, Michel Dorigny, l'attivissima bottega deiSadeler e Crispine van de Passe, che rivelano una raffinatezza e una ricchezza di particolari, come da tradizione di Fontainebleu.

 

I collezionisti di stampe in quell'epoca variarono il metodo e l'oggetto delle loro raccolte, riducendolo a tre maniere: la prima era di collezionare tutto ciò che si trovava, di ogni autore, stile e tempo; la seconda era di unire delle opere per l'eccellenza dell'autore primo o dell'incisore, ma senza un ordine scientifico; la terza era di formare le collezioni secondo gli intagliatori, una per ogni nome e di qualsiasi epoca, metodo opposto rispetto alla pittura, principale oggetto di una raccolta di stampe.