L’intera collezione così come fu lasciata alla morte del cavalier d’Errico consisteva in 298 quadri, 3 cartelle contenenti 500 stampe, 9 piatti di porcellana decorati e figurati, 12 quadretti di vetro con figurette di tipo francese, fotografie e mappe, 4.290 volumi antichi.

 

 

I Libri

Per quanto riguarda la Biblioteca, inizialmente ricca di 8.000 volumi (secondo i primi inventari) si compone di cronache di epoca remota, una ricca documentazione Risorgimentale, testi letterari, artistici e storici, inclusi quelli ereditati da Don Michele Conversano, e di materia giuridica, per via della professione che svolgevano quasi tutti i membri della famiglia d’Errico. La cultura letteraria spaziava fra i più disparati argomenti: ve ne sono di agraria, archeologia, astronomia e persino medicina e psicologia. Sono presenti anche 11 cinquecentine, tra cui l'edizione originale di Leandro Alberti Descrittione di tutt'Italia, pubblicato a Venezia nel 1557, che rappresenta una delle più antiche descrizioni geografiche a stampa della penisola. Interessantissime alcune guide di Napoli, tra cui quella di R. D'Ambrà: Napoli antica illustrata, con 118 tavole in cromo-litografie. Si aggiunge una pregiata edizione di Petrarca del 1554 e non mancano testi di Dante, Manzoni, Rousseau e Molière.

 

Camillo amava leggere la letteratura straniera: sono presenti testi in lingua originale (inglese e francese), testi classici (anche in latino) e periodici culturali rilegati. Nei volumi più antichi la rilegatura originale non è stata mai sostituita, mentre le ricche rilegature in pelle per i testi moderni riflettono una cura da vero amatore. Egli era preciso e ordinatissimo. Aveva raccolto i suoi appunti sulla storia delle chiese di Palazzo San Gervasio, riordinato con pazienza la storia, le biografie, i Capitoli matrimoniali e le carte di famiglia, catalogato fin dal 1840 documenti originali e trascritti in copia, registri, inventari, pergamene antiche ed una lettera del generale francese Championnet a Giuseppe d'Errico per l'adesione del Comune di Palazzo alla Repubblica napoletana nel 1799. Il tutto in un archivio che nel frettoloso e disordinato trasferimento a Matera nel 1939, così come a causa dei vari rifacimenti dell'abitazione, ha subito purtroppo la perdita di molto materiale di grande interesse storico.

 

La letteratura artistica, fondamentale per un appassionato e fonte di documentazione per le opere da acquistare, era costituita da una serie di testi importanti, di autori qualiVasari, Cennini, Celano e De Dominici. Fra i molti volumi, Storia Pittorica dell'Italia di Luigi Lanzi, del 1824, diviso in quattro volumi: scuola fiorentina e senese - scuola romana e napoletana - scuole veneziane, lombarde - scuole bolognese e ferrarese, Genova e Piemonte. Così come Histoire des peintres de toutes les écoles, Paris, Renoird, 1861-64, anch'esso diviso in quattro volumi: Ecole Flamande – Ecole Hollandaise – Ecole Italienne – Ecole Française. Spicca un volume, Museo scientifico, letterario ed artistico, ovvero scelta raccolta di utili e svariate nozioni in fatto di scienza, lettere e belle arti: opera compilata da illustri scrittori, 1839-42. Tra i molti libri sull'argomento, colpiscono l'attenzione anche 2 cataloghi di gallerie: La Reale Galleria di Torino illustrata da Roberto D'Azelio, direttore della medesima, del 1836, e La Reale Galleria di Firenze, di Giuseppe Molini. In correlazione, un testo giuridico ha attirato l'interesse degli studiosi: scritto dal Barone Grenier e tradotto in italiano da F. Cafaro, s'intitola Trattato delle Donazioni, dei Testamenti e di ogni altra disposizione a titolo gratuito secondo i principi del Codice Civile, stampato a Napoli nel 1824. Ciò lascia immaginare le intenzioni future del mecenate riguardo l'argomento.